Nutrizione Storica: il Nurses’ Health Study

Il Nurses’ Health Study è un insieme di studi epidemiologici, nello specifico studi di coorte prospettici, che esaminano gli effetti a lungo termine dell’alimentazione, dell’assunzione di ormoni, dell’esposizione ambientale e della vita lavorativa delle infermiere statunitensi in relazione alla salute e allo sviluppo di malattie. Viene classificato come trai più grandi studi ad aver ricercato fattori di rischio legati alle principali malattie croniche, portando a molte intuizioni tra cui il concetto di prevenzione applicato a cancro, malattie cardiovascolari e diabete di tipo 2.

LA Storia

Nato inizialmente per indagare la correlazione tra assunzione di contraccettivi orali a lungo termine e malattie cardiovascolari nelle donne (negli anni ’60 negli Stati Uniti e in Gran Bretagna iniziò a diffondersi l’uso di contraccettivi orali, e già nel 1966 vennero segnalate le prime associazioni tra contraccettivi e queste malattie), venne successivamente esteso anche allo studio di altri fattori di rischio come fumo, dieta ed esercizio fisico. Inizialmente indirizzato verso le mogli dei medici, venne poi deciso invece di far partecipare le infermiere grazie alla loro migliore conoscenza medica di base.

le diverse EVOLUZIONI

Partito inizialmente nel 1976 è arrivato ora alla sua terza evoluzione.

• Nurses’ Health Study (NHS): la coorte originale del Nurses’ Health Study iniziò nel 1976. All’epoca, la stragrande maggioranza degli studi sulla salute riguardava solo uomini, creando una significativa disparità di ricerca. Inizialmente, lo studio prese  in analisi l’uso di contraccettivi orali e del fumo di sigaretta in relazione allo sviluppo di cancro e malattie cardiovascolari. Il gruppo di base del 1976 comprendeva circa 121.700 infermiere sposate, di età compresa tra 30 e 55 anni che risposero a sondaggi biennali o quadriennali.

Nel tempo, lo studio venne ampliato e nel 1980 fu aggiunto un questionario dietetico in modo da valutare l’impatto della nutrizione sullo sviluppo delle malattie croniche. Il novanta percento delle donne arruolate partecipa tutt’ora allo studio.

• Nurses’ Health Study 2: venne istituito nel 1989 al fine di approfondire gli effetti dei contraccettivi orali, della dieta e dello stile di vita in una popolazione più giovane rispetto a quella dello studio NHS originale (le infermiere più giovani della coorte NHS in quell’anno avevano 43 anni). Successivamente lo studio allargò le ricerche anche verso altri verso fattori come l’esposizione a protesi in silicone, l’inquinamento atmosferico, turni e l’ambiente di lavoro.

La popolazione campione comprendeva infermiere  di età compresa tra 25 e 42 anni. Questo permetteva di disporre di un campione che avesse avuto contatto con contraccettivi orali nell’adolescenza. I dati raccolti includevano il marchio della pillola e la durata dell’uso. Le infermiere rispondevano anche in questo caso a questionari biennali e quadriennali.

Tra il 1996 e il 1999, circa 30.000 infermiere si offrirono volontarie per fornire campioni di sangue e urine. Di queste, 18.500 erano in pre-menopausa, fornendo campioni in punti specifici del ciclo mestruale. Questi dati permisero ai ricercatori di studiare come i livelli ormonali influenzino il rischio di malattie. Una seconda serie di campioni venne raccolta da 16.500 donne appartenenti allo stesso gruppo nel periodo 2010-2012, quando la maggior parte di loro era in postmenopausa.

Inoltre, più di 25.000 bambini (figli di infermiere di questa coorte) furono arruolati in uno specifico studio di follow-up chiamato Growing Up Today Study (GUTS) con l’intento di seguirli durante la loro vita in modo da ottenere una seconda generazione di dati.

• Nurses’ Health Study 3: avviato nel 2010, ha arruolato donne (anche canadesi) di età compresa tra 1 e 49 anni. A differenza degli studi precedenti, l’NH3 è il primo ad essere interamente web-based e ad includere anche partecipanti di sesso maschile (a partire dal 2015). L’obiettivo di questo nuovo studio è quello di recuperare dati da soggetti con origini etniche più eterogenee oltre ad esaminare in che modo le abitudini alimentari, lo stile di vita, l’ambiente e le esposizioni occupazionali infermieristiche incidano sulla salute di uomini e donne. Lo studio prende in analisi anche i problemi di salute delle donne legati ai nuovi preparati ormonali e alla fertilità/gravidanza; include inoltre una maggiore attenzione alle abitudini alimentari degli adolescenti e al rischio di cancro al seno.

Le iscrizioni a questo studio sono tutt’ora aperte.

I Risultati

Gli studi hanno rivelato molte correlazioni tra fattori ambientali e rischio per le condizioni di salute. Le principali sono legate a:

Fumo: correlato ad una maggiore probabilità di sviluppare diabete di tipo 2, malattie cardiovascolari, cancro al colon-retto e pancreas, psoriasi, sclerosi multipla, e malattia oculare.

Esercizio Fisico: la mancanza di attività fisica è correlata ad un aumento della probabilità di sviluppare diabete di tipo 2. L’esercizio è invece correlato alla sopravvivenza delle donne con  cancro al seno e ad un ridotto rischio di malattie cardiovascolari.

Obesità: correlata ad una maggiore probabilità di sviluppare diabete di tipo 2, malattie cardiovascolari,  cancro al seno,  cancro al pancreas,  psoriasi,  sclerosi multipla, calcoli biliari,  e malattia oculare.

Contraccettivi orali: non sono stati osservati effetti statisticamente significativi per quanto riguarda il rischio di cancro al seno e il loro uso ha ridotto la probabilità di carcinoma ovarico.  L’uso presente o passato non è correlato significativamente con malattie cardiovascolari.

Terapia ormonale postmenopausale: correlata ad una minore probabilità di malattie cardiovascolari.  Gli ormoni combinati (progesterone ed estrogeni) risultano associati ad un maggior rischio di cancro al seno. 

L’Impatto pubblico

I dati derivati da questi studi hanno permesso di avere una migliore comprensione sulla salute delle donne ma non solo.

Varie linee  guida come le “2008 Physical Activity Guidelines for Americans” le linee guida dietetiche della Food and Drug Administration in merito ai grassi trans, vari messaggi di divulgazione al pubblico da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e del World Cancer Research Fund sono derivati dai risultati del Nurses’ Health Study.

Negli Stati Uniti molte testate giornalistiche di rilievo come New York Times e Washington Post nel corso degli anni hanno pubblicato più di 300 articoli citando il NHS, e molti notiziari hanno riassunto i vari risultati. Inoltre, alcune figure di rilievo di questi studi hanno pubblicato libri sullo stile di vita basati sui risultati dello studio stesso.

Questi mezzi hanno permesso al Nurse Helath Study di essere uno studio tra i più conosciuti negli Stati Uniti.

Limitazioni e controversie

Come la maggior parte degli studi epidemiologici anche il Nurses’ Health Study non è esente da limitazioni. Per esempio lo studio originale del 1976 rappresentava una buona fetta delle infermiere dell’epoca, ma al suo interno non aveva grande eterogeneità. Le partecipanti avevano infatti un reddito leggermente superiore alla media e la maggioranza era bianca (97%).

Inoltre, questi studi hanno dovuto affrontare controversie legate ai risultati di altri studi scientifici.

Per esempio, nel 1985 i ricercatori pubblicarono uno studio in cui si concludeva che l’assunzione di estrogeni come parte della terapia ormonale sostitutiva porterebbe a grandi riduzioni del rischio di malattie cardiache (un terzo del rischio rispetto a coloro che non assumevano estrogeni). Tuttavia, il Framingham Heart Study trovò risultati opposti.

Questa controversia causò un indagine di ulteriori 10 anni di follow-up nella coorte NHS, che nuovamente concluse che i rischi di malattie cardiovascolari risultavano più bassi nel campione di popolazione che assumeva ormoni.

Nonostante ciò, ulteriori studi come l’Estrogen-progestin Replacement Study mostrarono che le compresse di estrogeni aumentano il rischio di malattie cardiache, in netto contrasto con i risultati del NHS. Questo era un Trial Clinico (uno studio più solido rispetto a quelli epidemiologici come NHS  e Framingham Hearth Study) in doppio cieco in cui vennero somministrate pillole terapeutiche sostitutive al gruppo sperimentale e  placebo al gruppo di controllo.


Fonte: nurseshealthstudy.org

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