Ecco come una dieta “etica” può risultare dannosa per la salute

Come abbiamo visto nell’articolo precedente, le diete a base vegetale sono raccomandate per la prevenzione delle malattie cardio-metaboliche; tuttavia non tutti gli alimenti vegetali risultano benefici per la salute.

Uno studio pubblicato nel 2017, ha esaminato l’associazione tra 3  diverse diete vegetariane e l’incidenza di cardiopatie coronariche e diabete di tipo 2 analizzando i dati di più di 200000 persone prive di malattie croniche (in maggioranza donne impegnate negli studi di coorte Nurses’ Health Study 1 e 2, e Health Followals Study). Questi studi di coorte prospettici, avviati rispettivamente nel 1976, 1989 e 1986, recuperavano informazione sugli stili di vita dei professionisti sanitari degli Stati Uniti tramite questionari biennali.

In questo caso specifico sono stati analizzati i questionari legati alla frequenza di assunzione di varie classi di alimenti che spaziavano da “mai/meno di una volta al mese” a ” più di 6 volte al giorno”.

A partire da questi dati, i ricercatori hanno assegnato diversi punteggi ad ogni gruppo di alimento consumato dalle persone, in modo da raggruppare per caratteristiche comuni 3 macrocategorie di diete principalmente, ma non esclusivamente, a base vegetale:

PDI (Plant-based Diet Index) caratterizzata principalmente dal consumo di prodotti vegetali in generale

Healthful PDI caratterizzata principalmente dal consumo di prodotti vegetali salutari (cereali integrali, frutta/verdura, noci, legumi, oli, tè/caffè)

Unhealthful PDI caratterizzata principalmente dal consumo di prodotti vegetali non salutari (succhi/bevande zuccherate, cereali raffinati, patate/patatine fritte, dolciumi)

Successivamente è stata fatta un’associazione tra queste 3 tipologie di dieta e l’incidenza di diabete di tipo 2 e cardioaptie coronariche. Ne è risultato che una maggior aderenza alla dieta PDI è associata ad un minor rischio di cardiopatie coronariche e diabete di tipo 2. Tra questi i maggiori benefici sono stati riscontrati in chi seguiva una dieta Healthful PDI , mentre una dieta Unealthful PDI  è associata a rischi significativamente elevati.

hpdi

CONCLUSIONI

Una dieta a base vegetale sbilanciata verso cibi meno sani (succhi/bevande zuccherate, cereali raffinati, patate/patatine fritte, dolciumi) è associata ad un rischio elevato di sviluppare cardiopatia coronarica e diabete di tipo 2, mentre una dieta basata su vegetali sani (cereali integrali, frutta/verdura, noci/legumi, oli, tè/caffè) è associata ad un rischio significativamente minore di sviluppare queste patologie.

Non sempre una scelta etica è sinonimo di salute

Le linee guida alimentari e gli interventi sullo stile di vita dovrebbero raccomandare un maggiore apporto di alimenti vegetali sani, riducendo l’assunzione di cibi vegetali meno sani e alcuni alimenti animali al fine di migliorare la salute cardio-metabolica. 


Fonti:

“Healthful and Unhealthful Plant-Based Diets and the Risk of Coronary Heart Disease in U.S. Adults”. Journal of the American College of Cardiology (2017)

“Plant-Based Dietary Patterns and Incidence of Type 2 Diabetes in US Men and Women: Results from Three Prospective Cohort Studies”. PLOS Medicine (2016)